Furto d’identità nei trasporti: come un semplice errore in un’email può causare perdite milionarie
Le frodi nei trasporti iniziano sempre più spesso con un’email
Per rubare la merce non serve più necessariamente forzare le porte di un semirimorchio o assaltare un camion. In molti casi i truffatori riescono a farsi consegnare il carico da un committente o da un operatore logistico presentandosi come un falso vettore, fingendosi un’azienda legittima.
Basta modificare una lettera del dominio email, aggiungere un trattino o cambiare un’estensione per sostituirsi a un’azienda di trasporto. Da quel momento i truffatori possono manipolare l’affidamento, il ritiro e la consegna della merce.
Un problema in crescita per il settore logistico
Secondo i dati di Desa, società di consulenza con sede a Berlino, i casi di frode per furto d’identità nel trasporto e nella logistica in Europa sono passati da 80 nel 2022 a 266 nel 2024. Circa il 75% ha riguardato l’impersonificazione di aziende realmente esistenti.
Tra le modalità più diffuse figurano i vettori fittizi, i ritiri fraudolenti, la falsificazione di documenti e l’utilizzo di identità aziendali rubate.
Tre modi in cui viene commessa la frode
1. Domini email falsi. I truffatori creano indirizzi quasi identici a quelli di vettori reali e utilizzano documenti aziendali, polizze assicurative e referenze falsificate per guadagnarsi la fiducia degli interlocutori.
2. Intercettazione delle comunicazioni. I criminali monitorano gli scambi di informazioni tra committenti e vettori. Quando individuano una spedizione di valore,“inviano un autista che si presenta come quello autorizzato, munito di documenti falsi.
3. Furto di account email. I criminali riescono ad accedere a un account aziendale legittimo e ne studiano le comunicazioni per individuare le operazioni più interessanti. A quel punto contattano l’operatore logistico direttamente dall’indirizzo email dell’azienda di cui hanno rubato l’identità.
Come prevenire il furto d’identità
Ecco quattro misure di base da adottare:
- Verificare gli indirizzi email: controllare ogni carattere del dominio e confrontarlo con il sito ufficiale e i registri delle imprese.
- Confermare le modifiche per telefono: non cambiare coordinate bancarie, luoghi di ritiro o indirizzi di consegna sulla base di una semplice email. La conferma va sempre fatta tramite un numero di telefono già noto.
- Prestare la massima attenzione agli account gratuiti: i messaggi inviati da servizi come Gmail o Hotmail che si presentano come comunicazioni aziendali devono far scattare verifiche aggiuntive.
- Formare i team: insegnare a riconoscere i segnali di frode, soprattutto durante le operazioni urgenti e nei momenti di forte pressione operativa.
La sicurezza deve far parte della selezione dei vettori
La digitalizzazione, l’assegnazione dei trasporti tramite piattaforme e i molteplici livelli di subappalto moltiplicano le opportunità per i truffatori.
Per questo la prevenzione non può dipendere solo dalla tecnologia. Servono anche procedure di verifica integrate nel lavoro quotidiano, controlli di sicurezza e una validazione rigorosa dei partner.
In questo contesto, Trans.eu ha rafforzato i controlli sulle nuove aziende registrate e, insieme a TAPA EMEA, ha lanciato una borsa carichi chiusa riservata ai vettori con certificazione TAPA TSR 1 o TSR 2.
La conclusione è chiara: verificare l’identità del vettore prima di assegnare un carico e controllare qualsiasi modifica operativa o finanziaria può evitare che una frode digitale si trasformi in una perdita reale di merce.
