Furto d’identità nei trasporti: come un semplice errore in un’email può causare perdite milionarie

- Author: Margherita ZoccoRamazzo

Le frodi nei trasporti iniziano sempre più spesso con un’email

Per rubare la merce non serve più necessariamente forzare le porte di un semirimorchio o assaltare un camion. In molti casi i truffatori riescono a farsi consegnare il carico da un committente o da un operatore logistico presentandosi come un falso vettore, fingendosi un’azienda legittima.

Basta modificare una lettera del dominio email, aggiungere un trattino o cambiare un’estensione per sostituirsi a un’azienda di trasporto. Da quel momento i truffatori possono manipolare l’affidamento, il ritiro e la consegna della merce.

Un problema in crescita per il settore logistico

Secondo i dati di Desa, società di consulenza con sede a Berlino, i casi di frode per furto d’identità nel trasporto e nella logistica in Europa sono passati da 80 nel 2022 a 266 nel 2024. Circa il 75% ha riguardato l’impersonificazione di aziende realmente esistenti.

Tra le modalità più diffuse figurano i vettori fittizi, i ritiri fraudolenti, la falsificazione di documenti e l’utilizzo di identità aziendali rubate.

Tre modi in cui viene commessa la frode

1. Domini email falsi. I truffatori creano indirizzi quasi identici a quelli di vettori reali e utilizzano documenti aziendali, polizze assicurative e referenze falsificate per guadagnarsi la fiducia degli interlocutori.

2. Intercettazione delle comunicazioni. I criminali monitorano gli scambi di informazioni tra committenti e vettori. Quando individuano una spedizione di valore,“inviano un autista che si presenta come quello autorizzato, munito di documenti falsi.

3. Furto di account email. I criminali riescono ad accedere a un account aziendale legittimo e ne studiano le comunicazioni per individuare le operazioni più interessanti. A quel punto contattano l’operatore logistico direttamente dall’indirizzo email dell’azienda di cui hanno rubato l’identità.

Come prevenire il furto d’identità

Ecco quattro misure di base da adottare:

  • Verificare gli indirizzi email: controllare ogni carattere del dominio e confrontarlo con il sito ufficiale e i registri delle imprese.
  • Confermare le modifiche per telefono: non cambiare coordinate bancarie, luoghi di ritiro o indirizzi di consegna sulla base di una semplice email. La conferma va sempre fatta tramite un numero di telefono già noto.
  • Prestare la massima attenzione agli account gratuiti: i messaggi inviati da servizi come Gmail o Hotmail che si presentano come comunicazioni aziendali devono far scattare verifiche aggiuntive.
  • Formare i team: insegnare a riconoscere i segnali di frode, soprattutto durante le operazioni urgenti e nei momenti di forte pressione operativa.

La sicurezza deve far parte della selezione dei vettori

La digitalizzazione, l’assegnazione dei trasporti tramite piattaforme e i molteplici livelli di subappalto moltiplicano le opportunità per i truffatori.

Per questo la prevenzione non può dipendere solo dalla tecnologia. Servono anche procedure di verifica integrate nel lavoro quotidiano, controlli di sicurezza e una validazione rigorosa dei partner.

In questo contesto, Trans.eu ha rafforzato i controlli sulle nuove aziende registrate e, insieme a TAPA EMEA, ha lanciato una borsa carichi chiusa riservata ai vettori con certificazione TAPA TSR 1 o TSR 2.

La conclusione è chiara: verificare l’identità del vettore prima di assegnare un carico e controllare qualsiasi modifica operativa o finanziaria può evitare che una frode digitale si trasformi in una perdita reale di merce.